La tenuta

La profonda conoscenza e la passione per il Sangiovese
sono all’origine di Val delle Rose in Maremma.

Nel 1996 Cecchi acquista l’azienda Val delle Rose in località Poggio la Mozza nel cuore produttivo del Morellino di Scansano. Al momento dell’acquisto Val delle Rose conta su 25 ettari vitati.

L’intervento è assimilabile a una piccola rivoluzione agricola in quanto le tecniche agronomiche utilizzate fino ad allora non garantivano la costanza qualitativa necessaria alla sopravvivenza di un’azienda viticola.

Lo studio dei suoli a disposizione, pratica poi condotta da molte altre realtà maremmane, rivela l’enorme potenziale di questo terroir, tanto che l’azienda decide di estendere il parco vitato ai circa 100 ettari attuali dove protagonista è il Sangiovese.

Gli impianti sono estremamente razionali con densità che variano dai 5000 ai 5500 piante per ettaro. Si tratta di densità “ragionate” in grado di permettere alla pianta una fase vegetativa lenta e ricca di circolazione di aria. Questi aspetti risultano fondamentali per ottenere quell’equilibrio necessario alla qualità dei vini.

Dopo la doverosa e saggia sistemazione della parte agronomica l’azienda ha avviato la costruzione di una nuova cantina, oggi dotata della tecnologia più avanzata che permette all’azienda un’eccellente lavorazione delle uve raccolte.

Vini

Territorio

La Maremma Toscana è uno dei nuovi fronti della viticoltura di qualità italiana.
Le caratteristiche climatiche, così favorevoli a qualsiasi attività agricola,
insieme alla vocazione naturale dei suoli garantiscono lo scenario ideale per gli investimenti agricoli.

Tra le aree principali ad alto sviluppo viticolo, il territorio Morellino di Scansano è quella che si è affermata in modo perentorio, ottenendo la Denominazione di origine controllata e garantita, arrivata nel 2007.

L’estensione vitata è di circa 1500 ettari e interessa sei Comuni nella provincia di Grosseto. Scansano si trova a 500 metri di altitudine. L’area vitata rivolge i suoi versanti intorno al centro del paese a scendere verso il mare. Qui il sangiovese esprime calore e corpo non smentendo però quel carattere acido che lo rende compagno ideale della cucina italiana.

Negli ultimi anni i problemi maggiori sono legati al riscaldamento globale. Le facili maturazioni di un tempo oggi si traducono in eccessi di calore che possono danneggiare l’equilibrio delle uve.

Per questo è fondamentale la conoscenza esatta del comportamento della pianta in relazione al suolo, alla densità di impianto e alla gestione della parete fogliare. L’esperienza di Cecchi in campo viticolo è servita a esempio per tutti quelli che hanno investito in questo splendido territorio.